I Yūrei, i fantasmi giapponesi più temuti, affascinano e terrorizzano. Secondo le credenze, questi spiriti giapponesi restano intrappolati nel mondo dei vivi a causa di rancori irrisolti o riti funebri incompleti.
Nel folklore giapponese, il concetto di spiriti e fantasmi ha radici profonde e affonda nelle credenze religiose e culturali. Gli Yūrei sono tra le entità più affascinanti e temute, protagonisti di racconti e leggende tramandate nei secoli. Questi spiriti possono apparire per diversi motivi, spesso legati a questioni irrisolte in vita. Le loro storie sono ambientate in luoghi misteriosi, dalle case abbandonate ai boschi più fitti, creando un alone di mistero e suggestione.
La loro presenza è segnalata da segni inconfondibili: apparizioni spettrali, suoni inquietanti e un senso di inquietudine che avvolge chiunque si trovi nei loro paraggi. Ma cosa li rende così spaventosi e perché il Giappone continua a temerli ancora oggi? Quali sono le superstizioni più diffuse per proteggersi da loro? Scopriamolo insieme in questo articolo.
Indice
L’origine degli Yūrei e il legame con il buddhismo
Nel Giappone tradizionale, la morte non rappresenta solo la fine della vita, ma un passaggio in un ciclo infinito di rinascite. Secondo la dottrina buddhista, ogni anima affronta un periodo di 49 giorni prima di reincarnarsi o ascendere. Tuttavia, quando una persona muore in modo violento o prova un forte attaccamento al mondo terreno, l’anima può rimanere intrappolata e trasformarsi in un Yūrei.
Il concetto di On, ossia “debito morale”, gioca un ruolo cruciale: chi non riesce a saldare i propri obblighi in vita potrebbe non trovare pace dopo la morte. Questo spiega perché molti Yūrei cercano vendetta o rimangono legati ai loro cari. Inoltre, i riti funebri giapponesi hanno lo scopo di garantire che l’anima possa proseguire il proprio cammino. Se non vengono eseguiti correttamente, il defunto potrebbe ritornare come uno spirito inquieto.
Un esempio emblematico è la festa dell’Obon, durante la quale si accendono lanterne per guidare gli spiriti nel loro viaggio. Alla fine della celebrazione, si utilizzano i mukaebi, piccoli fuochi, per accogliere le anime, e gli okuribi, incendi controllati sulle montagne, per aiutarle a tornare nell’aldilà.
Le caratteristiche e le tipologie di Yūrei
I Yūrei non sono tutti uguali, ma presentano alcune caratteristiche comuni che li rendono facilmente riconoscibili. Questi spiriti sono spesso descritti con un aspetto inquietante:
- Capelli lunghi e sciolti, neri e disordine, si pensava che i capelli continuassero a crescere dopo la morte (credenze simili ci sono anche in altre culture).
- Abiti bianchi, simili al kimono funebre tradizionale giapponese.
- Mani penzolanti, tese in avanti e i gomiti all’altezza dei fianchi.
- Assenza di piedi, il corpo si dissolve man mano fino a non avere piedi visibili, infatti, fluttuano invece di camminare.
- Hitodama, una coppia di fuochi fatui, che secondo queste leggende sono delle sfere luminose blu, viola o verdi che li accompagnano.
- Hitaikakushi, un fazzoletto che i fantasmi indossano intorno alla testa, sulla fronte, e che prende la forma triangolare con la punta verso l’alto.
Esistono diverse tipologie di Yūrei, ognuna con caratteristiche e motivazioni diverse. Di seguito ne vediamo alcune:
- Onryō: spiriti vendicativi, spesso donne morte ingiustamente, che perseguitano chi ha causato loro sofferenza.
- Ubume: spiriti di madri morte di parto, che tornano per proteggere i loro figli.
- Goryō: fantasmi di aristocratici uccisi, in grado di scatenare disastri naturali.
- Funayūrei: spiriti di marinai annegati, che cercano di far affondare altre imbarcazioni.
- Zashiki-warashi: spiriti di bambini che portano fortuna, se trattati con rispetto.
Ogni tipo di Yūrei riflette le credenze giapponesi sulla morte, sulla giustizia e sulle emozioni che sopravvivono oltre la vita.
Le leggende più spaventose degli Yūrei
La cultura giapponese è ricca di storie di Yūrei che hanno segnato l’immaginario collettivo e influenzato opere teatrali, cinematografiche e letterarie. Ecco alcune delle più famose:
- Okiku e il pozzo maledetto: una giovane serva accusata ingiustamente di aver rotto un piatto prezioso si suicida gettandosi in un pozzo. Il suo fantasma continua a contare fino a nove, terrorizzando il suo padrone.
- Oiwa di Yotsuya Kaidan: una donna avvelenata dal marito torna come fantasma con il volto sfigurato, perseguitandolo fino alla follia.
- Tsuyu e la lanterna di peonie: una donna morta di dolore per amore torna ogni notte dall’amato, che ignora la sua vera natura spettrale. Quando scopre la verità, è troppo tardi per salvarsi.
- Koheiji, il fantasma vendicativo: un attore teatrale assassinato dalla moglie e dall’amante torna a perseguitarli, apparendo nelle loro stanze con un volto scheletrico.
Queste storie dimostrano che gli Yūrei non sono solo creature spaventose, ma riflettono anche temi profondi come la vendetta, l’amore eterno e il senso di giustizia.
Superstizioni giapponesi legate agli Yūrei
Nel corso dei secoli, il popolo giapponese ha sviluppato numerose superstizioni per proteggersi dagli Yūrei e garantire la pace ai defunti. Ecco alcune delle più diffuse:
- Evitare di dormire con la testa a nord (kita makura), poiché così vengono posizionati i morti nei funerali.
- Non infilare le bacchette nel riso verticalmente, perché ricorda le offerte funebri ai defunti.
- Evitare il numero 4 (shi), che ha la stessa pronuncia della parola “morte”.
- Mai passare cibo con le bacchette, gesto che simboleggia il passaggio delle ossa dopo una cremazione.
Molte di queste superstizioni sono ancora rispettate oggi, dimostrando quanto la paura degli Yūrei sia radicata nella cultura giapponese.

Gli Yūrei continuano a esercitare un fascino misterioso e inquietante nella cultura giapponese. Le loro storie hanno attraversato i secoli, influenzando il teatro, la letteratura e persino il cinema horror moderno. Ma più che semplici spettri, rappresentano il modo in cui il Giappone affronta la morte, la giustizia e i legami irrisolti. Se mai visiterai il Giappone, ricorda: alcune anime potrebbero essere ancora in attesa di pace…
Fonti per: Yūrei: origine, leggende e superstizioni sui fantasmi giapponesi
Bibliografia
Mizuki S., Enciclopedia dei mostri giapponesi, Bologna, Kappalab, 2013
Mizuki S., Enciclopedia degli spiriti giapponesi, Bologna, Kappalab, 2015
Hearn L., Lacombe B., Storie di fantasmi del Giappone, Milano, L’Ippocampo, 2021
Sitografia
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